Il disastro della diga Pennsylvania

La catastrofe di Johnstown  Flood  Pennsylvania,    fu  considerato  il  più  grave   e  pesante  disastro  della  storia.   Il  tutto  accade    il 31 maggio   1889    quando   la  diga di South Ford, che si ergeva in alto sulle montagne  a  soli  14 chilometri    esplose    inondando   la  città.   La  piccola  comunità  industriale di Johnstown  nota   per  la  produzione  di  acciaio   andò  distrutta     anche essa  spazzata  via   dalla   violenta  inondazione  della   Diga.

  Il  disastro  fu  causato   da  Giorni di acquazzone torrenziale  che  per  la  forte  pressione  di  contenimento    fecero  scoppiare  la  diga,   l’afflusso  di acqua      riversò    nella  città  di Johnstown.    Tonnellate di macerie si accumularono sulla confluenza dei fiumi Little  Conemaugh e Stoney  Creek.    Oltre   tante  persone     morirono  tanti   animali  inghiottiti   dalla  violenza    dell’acqua.     La  diga   riverso’    nella  piccola  comunità  di Johnstown 57 minuti   di  acqua  torrenziale.

L’ondata   alta 12  metri per  mille  di  larghezza  sradicò  tutto  quello  che  incontro   nel  suo  cammino,   distruttivo  con  una  velocità   di   60 – 70 km/h.     In  seguito  al   grande   disastro  più   di 2000 persone  morirono.    Ma   successivamente   il  bilancio  ufficiale  fu ricalcolato     di 2500 morti,   e  1.600 case  distrutte. 1 Ancora oggi rimane Una ferita aperta,  tutti i ricordi del disastro rimangono intrappolati in quel momento tragico difficile da dimenticare, molti l’hanno ribattezzata  la valle maledetta, questo articolo rimarrà nei ricordi a causa della sua tragicità  inaudita da raccontare alle nuove generazioni affinché ne comprendano cause e significati, di quel terribile giorno,  e ovviamente renderli testimoni di un pezzo di storia che ha segnato un territorio.  Il Disastro si è verificato la notte del 9 ottobre 1963, Una frana colossale di circa 270 milioni di metri cubi, di acqua e fango con un fronte superiore di due chilometri, una larghezza non inferiore ai 500 metri e un’altezza di circa 250, precipitò nella diga del Vajont, la valle in cui confluivano le acque provenienti dai bacini e serbatoi per collegamento e distribuzione   nei vari paesi, il tutto situati nella valle del fiume Piave – con una velocità stimata intorno ai 100 chilometri orari. La forza della massa franata di acqua , fango e detriti di varie dimensioni creò un’onda che non risparmiò nulla: 2mila vittime, interi paesi distrutti. Ricordiamoci che il  Vajont, considerato fra le più belle delle Alpi, tra il monte Hoc  e il monte Salta. Nell’Italia del boom economico, alla fine degli anni Cinquanta, in questa fantastica area viene realizzata un’opera ingegneristica di mirabolante portata, mai realizzata prima una diga, celebrata come la più grande d’Europa.