casi di influenza aviaria in Italia
Il Ministero della Salute sottolinea che al momento in Italia non esiste un pericolo certo per l’uomo, la situazione sembra sotto controllo dati scientifici Statunitensi riferiscono che l’influenza aviaria e conosciuta come la malattia di Newcastle. Il virus si presenta ad alta concentrazione patogeni.n I volatili coinvolti sono ( uccelli selvatici, Cigni e pollame ) l’influenza aviaria e denominato (HPAI) sottotipo H5N1. Sul caso Sono state implementate misure di controllo generali e specifiche nelle zone di protezione e sorveglianza in conformità alla normativa europea, in Italia al momento il rischio e basso.
I dati preoccupanti in California 1 Mentre in Italia il numero di segnalazioni di casi di virus HPAI tra gli uccelli marini è cala, quello riguardante gli uccelli acquatici aumenta in modo espodenziale, infettati anche il pollame. I focolai infettivi si sono diffusi a macchia d’olio a causa della propagazione del virus tramite uccelli acquatici. Informazioni specifiche sull’andamento dei casi sono disponibili in un prodotto interattivo o pubblicato quest’oggi dall’EFSA. Gli esperti sostengono che questa si tratta ’dell’ epidemia di HPAI conosciuta come la più vasta mai osservata in Europa. Una vasta di uccelli e pollami infetti sono stati segnalati in 37 Paesi europei, con un totale di 2 520 focolai nel pollame, 227 focolai nei volatili in cattività e 3 867 casi nei volatili selvatici.
Invece è stata confermata la positività in alcuni allevamenti di tacchini di carne in provincia di Verona, in totale sono stati identificati diversi focolai di pollame infetto. In Italia Sono state istituite le zone di protezione e di sorveglianza nelle zone vicino agli allevamenti colpiti.
In California invece la situazione sembra molto più preoccupante, stiamo parlano sempre di un’epidemia che al momento non si riesce a fermare. 61 persone sono state contagiate, con la comparsa di sintomi come influenza generica e congiuntivite. Invece il centro Centers for Disease Control di Atlanta, in realtà dichiara che la mortalità tra gli umani è molto più alta di circa un contagiato su due rischia la vita.
Il primo isolamento del virus è stato scoperto in Cina nel 1996 il virus H5N1 ad alta patogenicità (HPAI, ha ucciso anche molti animali domestici. A oggi nel 2025 i volatili selvatici ritrovati morti sono decine di migliaia, molti invece sono sfuggiti ai monitoraggi.